mar
21
2014

Con Bruno alla scoperta dei segreti del Tarassaco..

Con la pirmavera inizia  il Mese del tarassaco al Pineta …a passeggio con Bruno il nostro Senior Chef!!

Il tarassaco è una pianta spontanea che cresce fino ai 1.800 metri di altezza; il suo nome scientifico è Taraxacum officinale, ma è conosciuto anche col nome di dente di cane o dente di leone (nel nostro dialetto si dice “dent in cian”).

Il tarassaco costituisce una delle piante primaverili più attese e apprezzate, cresce prevalentemente nei prati ed è inconfondibile con le sue foglie lanceolate e i suoi grandi fiori gialli, e soprattutto i grandi “pompon” pieni di semi che i bambini si divertono a soffiare.

la pianta del tarassco

Fino a fine aprile  Bruno il nostro Senior Chef vi accompagnerà nei nostri campi in piacevoli passeggiate dove, potrete imparare a riconoscere le parti della pianta e a raccoglierla nel modo giusto, affinché che la radice ne possa produrre una nuova in futuro: del tarassaco si possono raccogliere selettivamente le sole foglie tenere, i boccioli o i fiori nonché, per usi officinali, la radice.

Molte e ben note fin dall’antichità sono le proprietà medicinali del tarassaco (il suo nome deriva dal greco “rimedio,” “guarigione”): ha proprietà digestive, antinfiammatorie e depurative, soprattutto del fegato, ed è tradizionalmente utilizzato come diuretico. Le foglie sono ricche di vitamine A, gruppo B, C e D, nonché di sali minerali come ferro, potassio e zinco. Ma è soprattutto la radice a essere usata per scopi depurativi; è anche in grado di abbassare il tasso glicemico nel sangue. Il suo consumo alimentare è indicato per tutti, anche per i bambini.

Per questo motivo, dopo averlo raccolto nel campo, Bruno vi insegnerà anche alcuni usi in cucina: le foglie giovani del tarassaco si possono aggiungere a insalate, utilizzandole come la comune cicoria, mentre tutte le foglie sono adatte alla preparazione di minestre e frittate.

Il suo gusto amarognolo può essere temperato mescolandolo con altre erbe spontanee o verdure a foglia dal sapore più delicato. I fiori, che si possono aggiungere a insalate e frittate, sono tradizionalmente usati per farne una sorta di vino, e i boccioli sott’aceto vengono consumati come i capperi. Dalle foglie, in Europa settentrionale, si ricavava una sorta di “birra” molto scura, mentre Bruno trasforma la radice tostata e macinata nel famoso “caffè di tarassaco o di cicoria” (surrogato del caffè diffuso in tempo di guerra).

Il soffione del tarassaco..

Quindi munitevi di cestino, il tarassaco è buono e fa bene… buona passeggiata e buon appetito!

 

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