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apr
29
2011

I guardiani fedeli di “Eco dalla Pineta”

Nel nuovo numero di “Eco dalla Pineta“, l’ormai noto magazine del Pineta Hotels contenente curiosità, approfondimenti, news e offerte speciali, è presente un interessante articolo che descrive i singolari guardiani immersi nella natura dei campi coltivati e delle praterie fiorite… Di chi si tratta?? Ecco di seguito l’articolo.

Guardiani fedeli

Personaggi stravaganti, bizzarri, eccentrici ma silenziosi, sentinelle orgogliose ma discrete, osservatori dimessi che popolano e controllano distese di campi coltivati, praterie verdi e fiorite. Sono gli spaventapasseri, colorati e statici collaboratori, a loro modo, di chi si lega e si dedica con amore alla propria terra… Essi suscitano un fascino carico di mistero, a volte un brivido di inquietudine, ma sanno diventare riferimenti forti, fedeli, sicuri, amici che non tradiscono mai, sempre là a vigilare, a proteggere le coltivazioni, instancabili.

L’uomo dà sfogo alla propria creatività e fantasia nella realizzazione di questi manufatti, figure antropomorfe che hanno il compito di spaventare e allontanare i “malintenzionati”; in essi confluiscono forse alcuni tratti profondi dei propri artefici… Da un’antica necessità (quella di proteggere i raccolti) si sviluppa il piacere di dedicarsi ad una creazione fantasiosa e originale, con la quale riuscire, in fondo, a strappare anche il sorriso stupito degli ignari e sorpresi passanti. È davvero interessante notare il modo con cui gli spaventapasseri vengono realizzati: essi sono infatti un ottimo esempio di reimpiego di elementi riciclati, inizialmente destinati ad altro uso.

Spesso entrano in gioco materiali ed oggetti propri del tempo in cui sono utilizzati, dismessi, consumati, rovinati, magari brutti o diventati inutili, che improvvisamente trovano nuova vita, grazie a un processo di rinobilitazione o “resurrezione”. È così che un cencio imbottito e ormai sciupato acquista magicamente i lineamenti e le fattezze di un volto e una testa solo accennata; un vecchio secchio bucato diventa l’elmo trionfale di un nobile e valoroso cavaliere; un ombrello sgangherato si trasforma in accessorio elegante di un improbabile gentiluomo e una giacca logora diventa divisa pregiata che avvolge membra rigide e severe (ciocchi di legno nodoso e sgangherato o manici di scopa usurati dal tempo); i pantaloni dismessi e troppe volte rattoppati calzano a pennello a quell’omino laggiù, in mezzo al campo di grano, che indossa ai piedi vecchie taniche ammaccate, robusti scarponi per terreni davvero impervi.

Un affascinante e magico rito di capovolgimento, di mutazione, di rivalorizzazione, che trasforma materiali e oggetti apparentemente inutili, caduti in disuso, in componenti antropomorfe di rigenerato valore, e che trasforma pure un semplice atto compositivo di assemblaggio e collage dettato da necessità contadine in forma espressiva e comunicativa di arte popolare pura.

Per un curioso approfondimento sugli spaventapasseri trentini consigliamo di visitare la Casa Museo degli spaventapasseri, a Roncegno Terme, in Valsugana (TN).   http://www.lacasadeglispaventapasseri.net


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